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L'immersione in altitudine: quando la superficie non è più un'atmosfera

Cosa cambia quando ti immergi in un lago di montagna, e perché conta anche il viaggio di ritorno

Tutte le tabelle e tutti i computer subacquei partono da un presupposto silenzioso: che quando esci dall'acqua arriverai a un'atmosfera di pressione. In un lago a duemila metri quel presupposto è falso, e l'intero calcolo si sposta.

In questo articolo vedrai perché l'altitudine cambia la decompressione, cos'è la profondità equivalente e come la gestiscono i computer subacquei, cos'altro cambia in un lago di montagna (galleggiabilità, freddo, visibilità, logistica) e perché l'altitudine conta anche dopo un'immersione a livello del mare.

È una situazione che molti subacquei incontrano senza cercarla: un lago d'entroterra durante un viaggio, un passo di montagna sulla strada per l'aeroporto, un volo il giorno dopo l'ultima immersione. Questo articolo è materiale didattico e non sostituisce il corso specifico di immersione in altitudine.

Perché cambia la decompressione

Ciò che governa la decompressione non è la profondità in metri, ma il rapporto tra la pressione a cui sei stato e la pressione a cui risalirai. In mare, questa pressione di risalita è un'atmosfera. In altitudine è inferiore: a duemila metri si aggira intorno all'80% di quella del livello del mare, e continua a scendere con l'altitudine.

La conseguenza è duplice e va nella stessa direzione. Da un lato, la pressione di superficie più bassa significa che la differenza tra il gas disciolto nei tuoi tessuti e la pressione ambiente al termine della risalita è maggiore, cioè la sovrasaturazione descritta nell'articolo sulla malattia da decompressione è più marcata. Dall'altro, la colonna d'acqua di un lago esercita pressione a partire da un punto di partenza più basso, quindi ogni metro di profondità comporta un cambiamento relativo maggiore.

Il risultato pratico è che un'immersione a trenta metri in un lago di montagna è, dal punto di vista decompressivo, decisamente più impegnativa di una a trenta metri in mare. I limiti di non decompressione si accorciano e le soste avvengono a profondità diverse.

Il metodo classico per risolvere il problema sono le tabelle di altitudine e il concetto di profondità equivalente: si converte la profondità reale del lago nella profondità marina che produrrebbe lo stesso rapporto di pressioni, e si pianifica con quel valore. Vengono corrette anche le profondità delle soste, che risultano più superficiali rispetto al mare.

Oggi la maggior parte dei computer subacquei effettua questo adattamento automaticamente, ma conviene sapere come: alcuni rilevano la pressione atmosferica e si adattano da soli, altri richiedono di selezionare manualmente il range di altitudine. Dare per scontato che il computer se ne sia già accorto è un errore che conviene verificare prima di entrare in acqua.

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