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I serpenti marini: veleno potente, morsi rarissimi
Dove vivono, perché quasi non mordono mai e cosa fare nel caso improbabile
Sono tra gli animali più velenosi del mare e, allo stesso tempo, uno degli incontri più pacifici che si possano avere sott'acqua. Molti subacquei ne hanno avuto uno nuotare tra le gambe mentre risaliva a respirare, senza che accadesse assolutamente nulla.
In questo articolo vedrai dove vivono i serpenti marini e dove no, come si comportano, perché i morsi ai subacquei sono eccezionali, quale particolarità ha il quadro dell'avvelenamento e qual è la misura di primo soccorso adatta a questo tipo di veleno.
È un esempio perfetto della differenza tra pericolosità potenziale e rischio reale, di cui tratta l'intera categoria. Questo articolo è materiale educativo e non sostituisce la formazione specifica di primo soccorso né il giudizio medico.
Dove sono e cosa sono
I serpenti marini sono rettili imparentati con i cobra e altri elapidi, completamente adattati alla vita acquatica, e sono già comparsi nell'articolo sui rettili marini. Esistono circa settanta specie, e vivono tutte in acque tropicali e subtropicali dell'Indo-Pacifico: dall'Africa orientale fino alle coste del Pacifico americano.
Il dato geografico più utile è negativo: non ci sono serpenti marini nell'Atlantico, nei Caraibi né nel Mediterraneo. Un subacqueo a Cozumel, nel Mar Rosso (dove sono altrettanto assenti) o alle Canarie non ne incontrerà nessuno, e ciò che a volte si confonde con uno è quasi sempre una murena, un'anguilla giardiniere o un pesce nastro.
All'interno del gruppo ci sono due stili di vita. La maggior parte è pienamente marina, con la coda appiattita a forma di remo, e partorisce piccoli vivi in acqua senza mai doversi allontanare. I krait marini, invece, sono semiterrestri: escono a terra per riposare, fare la muta e deporre le uova, e si trovano sia sulla barriera corallina sia sulle rocce della costa.
Tutti respirano aria, quindi risalgono in superficie con regolarità. Molte specie possono rimanere sommerse a lungo e integrano la respirazione polmonare con uno scambio di gas attraverso la pelle, il che spiega quelle immersioni prolungate mentre frugano tra le fessure.
Si nutrono di pesci, anguille e uova di pesce, catturati nei buchi della barriera. È l'attività che un subacqueo osserva quasi sempre: un serpente che infila la testa in ogni fessura, del tutto ignaro della sua presenza.
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