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Il grandangolo: avvicinarsi molto perché entri tutto
Il paradosso della fotografia subacquea, e come si risolve con due esposizioni
Il paradosso del grandangolo subacqueo è che serve a fotografare cose grandi e obbliga ad avvicinarsi ancora più del macro. Più è ampio l'angolo, meno acqua può esserci in mezzo, altrimenti tutto il vantaggio si perde.
In questo articolo vedrai perché il grandangolo è la risposta al problema dell'acqua, cosa implica in termini di ottica e distanza, come si bilancia il flash con la luce ambiente per ottenere uno sfondo blu pulito, e quali composizioni funzionano nel paesaggio subacqueo e con la megafauna.
È il terreno delle immagini che la maggior parte delle persone associa alle immersioni: pareti, banchi di pesci, relitti e grandi animali. Ed è anche dove si nota di più se il fotografo ha capito che il problema non è l'inquadratura ma la colonna d'acqua.
Perché esiste il grandangolo subacqueo
Se volessi fotografare una parete di barriera corallina con un obiettivo normale, dovresti allontanarti diversi metri, e quei metri d'acqua assorbirebbero il colore e sfocherebbero il contrasto, come visto nell'articolo sui fondamenti.
Il grandangolo permette di inquadrare la stessa scena da molto vicino. È l'unico modo per fotografare qualcosa di grande senza mettere acqua in mezzo, ed è per questo l'obiettivo caratteristico di questa disciplina.
La contropartita ottica è la distorsione prospettica: gli elementi vicini si ingrandiscono e quelli lontani si rimpiccioliscono. Usata bene, questa esagerazione è proprio ciò che dà profondità e drammaticità a un'immagine subacquea; usata male, produce soggetti deformi e sfondi vuoti.
Sott'acqua c'è inoltre un effetto fisico che impone un tipo specifico di oblò nella custodia: la rifrazione all'interfaccia acqua-aria aumenta la dimensione apparente e riduce l'angolo di visione, come spiegato nell'articolo sulla luce sott'acqua. Gli oblò curvi, le cupole, correggono questo effetto e permettono di mantenere l'angolo reale dell'obiettivo, oltre ad avvicinare molto la distanza minima di messa a fuoco.
Da qui nasce una tecnica molto caratteristica: posizionare un soggetto piccolo a pochi centimetri dalla cupola, con un paesaggio ampio sullo sfondo. È la combinazione che produce le immagini di un pesce o un corallo in primo piano con una parete intera e un subacqueo minuscolo sullo sfondo.
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