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L'illuminazione: luce naturale, flash, faretto e il nemico chiamato backscatter
Dove mettere la luce, quanta usarne e perché le particelle rovinano tante foto
Un fotografo alle prime armi punta entrambi i flash direttamente sul soggetto, come farebbe a terra, e ottiene una foto piena di puntini bianchi fluttuanti. Non è polvere sul sensore né un difetto dell'attrezzatura: è l'acqua stessa, illuminata.
In questo articolo vedrai come si comporta ogni fonte di luce sott'acqua (naturale, flash e faretto continuo), perché si produce il backscatter e come si elimina, e quali sono le cinque variabili da regolare a ogni scatto.
L'illuminazione è ciò che separa una foto subacquea da un ricordo bluastro, ed è anche la parte della tecnica che si risolve più con la posizione che con il denaro. Posizionare bene due flash modesti dà risultati migliori che usare male due flash costosi.
Le tre fonti e a cosa serve ciascuna
La luce naturale è l'unica in grado di illuminare una scena ampia. Viene dall'alto, diventa blu a partire da pochi metri, e la sua direzione marcata la rende particolarmente efficace in controluce, sagome e inquadrature ampie con la superficie nel campo visivo.
Il suo limite è il colore, come spiegava l'articolo sulla luce sott'acqua: oltre una certa profondità non c'è più rosso da recuperare. Il suo vantaggio è che non produce backscatter, perché non è posizionata accanto all'obiettivo.
Il flash è lo strumento principale della fotografia fissa. Emette un lampo brevissimo e potente che congela il movimento e restituisce il colore reale al primo piano. Poiché la sua durata è minima, permette di lavorare con velocità elevate e di separare l'esposizione del soggetto da quella dello sfondo.
Il faretto continuo è lo strumento del video ed è un grande aiuto nel macro. Illumina in modo costante, il che permette di vedere il risultato prima di scattare e facilita la messa a fuoco in condizioni difficili, ma consuma molta batteria, è meno potente di un flash e non congela il movimento.
E c'è una fonte ausiliaria da menzionare: la luce di messa a fuoco, un fascio stretto e a bassa intensità che aiuta la fotocamera a mettere a fuoco al buio e che si spegne nel momento dello scatto.
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