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Le zone dell'oceano: sei piani, e tu ti immergi nel primo
Come cambiano luce, pressione e vita dalla riva alla fossa più profonda
Scendere in linea retta dalla superficie fino al punto più profondo del pianeta attraversa più ambienti diversi che salire sull'Everest. E di tutto quel percorso, un subacqueo ricreativo si affaccia solo sui primi quaranta metri: meno dell'uno per cento.
In questo articolo vedrai con quale criterio si divide l'oceano in zone, cosa c'è in ciascuna dalla riva alle fosse, come cambiano luce, pressione e temperatura lungo il percorso, e perché questa struttura spiega quasi tutto il resto di questa enciclopedia.
Le zone dell'oceano sono la mappa mentale che ordina il resto: perché c'è colore fino a una certa profondità e non oltre, perché la vita si concentra dove si concentra, perché l'immersione ha il limite che ha e cosa c'è sotto tutto questo.
Con quale criterio si divide
Non sono confini dipinti sull'acqua, ma tratti con condizioni simili.
Una zona oceanica raggruppa una fascia dove luce, pressione, temperatura e tipo di vita si assomigliano abbastanza da poterne parlare come di un'unità. I limiti sono convenzionali e graduali: la luce non si spegne di colpo a duecento metri, si affievolisce.
Si usano due criteri contemporaneamente ed è meglio non confonderli. Uno è orizzontale, la distanza dalla costa: la fascia intertidale, l'acqua sopra la piattaforma continentale e il mare aperto. L'altro è verticale, la profondità della colonna d'acqua, ed è quello che produce l'elenco di nomi che quasi tutti hanno sentito nominare.
C'è inoltre una distinzione trasversale che attraversa entrambe: la vita che occupa la colonna d'acqua, il dominio pelagico, e quella che vive associata al fondo, il dominio bentonico. Uno stesso tratto di profondità ha entrambi, e sono mondi piuttosto diversi.
E un avvertimento di scala da fissare fin dall'inizio: la profondità media dell'oceano si aggira sui tremilasettecento metri. Tutto ciò che un subacqueo vede, tutto ciò che compare nei documentari sulla barriera corallina e praticamente tutto ciò che si fotografa avviene in una lamina sottilissima nella parte superiore.
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