Tecnico 9 minuti

Il trimix: aggiungere elio per recuperare lucidità e respiro

Tre gas, tre problemi risolti e una logistica che non si improvvisa

Quando l'aria smette di funzionare, il problema non è uno solo: sei narcotizzato, fai fatica a respirare e l'ossigeno si avvicina al suo limite, tutto insieme. L'elio risolve due di questi tre problemi in un colpo solo, e ne crea alcuni nuovi da gestire.

In questo articolo vedrai perché l'elio è il gas della profondità, come si calcola la narcosi equivalente di una miscela, che differenza c'è tra trimix normossico e ipossico, quali complicazioni aggiunge (termiche, decompressive ed economiche) e perché il suo utilizzo è inseparabile da una formazione tecnica.

Il trimix è il confine tra l'immersione ricreativa e quella tecnica, e comprenderlo chiarisce retrospettivamente perché l'aria ha i limiti che ha. Questo articolo è materiale didattico e non abilita esplicitamente a immergersi con miscele: questo richiede una formazione tecnica specifica.

Perché l'elio

L'elio è un gas nobile, inerte dal punto di vista metabolico, e ha due proprietà che lo rendono ideale per la profondità: il suo effetto narcotico è molto inferiore a quello dell'azoto, ed è molto meno denso, il che riduce drasticamente il lavoro respiratorio.

Queste due proprietà attaccano esattamente due dei tre limiti dell'aria descritti nel suo articolo. Il terzo, la tossicità dell'ossigeno, non si risolve con l'elio ma regolando la frazione di ossigeno della miscela, che è l'altra metà della progettazione.

Un trimix si indica con due numeri: la percentuale di ossigeno e quella di elio, mentre l'azoto costituisce il resto. Un 18/45 contiene il 18% di ossigeno, il 45% di elio e il 37% di azoto; un 10/70 contiene il 10% di ossigeno, il 70% di elio e il 20% di azoto.

Il motivo per cui si lascia un po' di azoto nella miscela, invece di eliminarlo del tutto, è in parte economico (l'elio è costoso) e in parte fisiologico: una proporzione di azoto aiuta ad attenuare un fenomeno che compare a profondità estreme con miscele molto ricche di elio, di cui si occupa l'articolo sull'heliox.

Conviene anche dire cosa non fa l'elio: non riduce la decompressione. È un gas inerte che si dissolve e si elimina come qualsiasi altro, con una cinetica diversa da quella dell'azoto, e i piani di decompressione con trimix non sono più brevi. Si usa per la lucidità e per la respirazione, non per il tempo.

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